Schemi nella visione cinematografica: donne e sopravvivenza

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I poster di The Magic Eye sono la mia analogia per quello che sto cercando di definire con gli spezzoni di "schemi nella visione cinematografica". L'importante è de-concentrare i propri occhi per ricostruire l'immagine, in modo da rendere 3D il 2D. Se riusciamo a concentrare diversamente la nostra attenzione, emergerà uno schema. Anche se utilizzare questo approccio con un film potrebbe non essere esaustivo, dato che potrebbero e dovrebbero emergere diversi schemi, mi concentrerò sul ruolo femminile negli ultimi dieci film che ho guardato. Quando penso alle donne nella storia del cinema, mi viene subito in mente Ida Lupino, in quanto pioniere del ruolo femminile. Avrà anche commesso un grosso errore rifiutando un ruolo con Ronald Reegan, ma Ida Lupino si è guadagnata una discreta carriera hollywoodiana. E ce l'ha fatta niente meno che negli anni '40 e '50! Ricordiamoci che la prima regista a vincere un oscar è stata  Kathryn Bigelow nel 2010!

Tabloid, 2010, Morris                   Pan's Labyrinth, 2006, Del Toro                                         The Turin Horse, 2011, Tarr       The World's End, 2013, Wright                                          The Nut Job, 2014, Lepeniotis     That's My Boy, 2012, Anders                                         Horror Hotel, 1960, Moxey         Mahanagar, 1963, Ray                                                          Alexander Nevsky, 1938, Eisenstein                                                                                Star Wars Episode1: The Phantom Menace, 1999, Lucas

Gli schemi non sono sempre applicabili e ci sono due film che escluderei dalla discussione, due film che ho trovato interessanti ma completamente gestiti da uomini e che quindi non ho intenzione di guardare nuovamente, ossia "The World's End" & "That's My Boy". Negli altri otto film emerge, invece, il tema di un personaggio femminile che combatte per la sopravvivenza. Non una sopravvivenza fine a sè stessa, ma la sopravvivenza degli altri prima della propria. "Tabloid" e "Horror Hotel" ci mostrano due personaggi femminili che combattono per gettare luce su qualcosa di cui la maggior parte delle persone dubita, mettendo da parte le prove "concrete". "Alexander Nevsky" non ha soltanto un personaggio femminile reale (Olga), ma anche uno metaforico (la madrepatria Russia) che serve da ispirazione e ricompensa per il coraggio e la vittoria nella lotta per la sopravvivenza. "Pan's Labyrinth", "The Nut Job", e "SW1: Phantom Meenace" hanno tutti un personaggio femminile centrale che serve sia da ispirazione che da catalizzatore per la propria famiglia o la propria gente. "Mahanagar" e "The Turin Horse" presentano un personaggio centrale femminile che vuole essere e riesce magistralmente a diventare la ruota centrale dell'ingranaggio famigliare, senza la quale l'unità si sarebbe sicuramente disgregata. In questi film, però, sono presenti anche altri personaggi femminili. In tutti questi otto film scelti casualmente, diversi per epoca e genere, la presenza femminile è la forza motrice nella lotta per la verità e la sopravvivenza.

Ida Lupino è riuscita nel compito di dirigere un film che ribalta gli standard della classica presenza femminile misogina nel film noir con il suo "The Bigamist" e Kathryn Bigelow ha vinto il suo Oscar con un film di guerra dominato dalla presenza maschile, "The Hurt Locker." Non credo necessariamente che le donne siano state messe da parte o escluse dalla storia cinematografica, ma di certo i riflettori non sono sempre puntati nella loro direzione. Se il pianeta di Padme, Amidala, non fosse stato occupato, non ci sarebbero duelli con le spade laser fra Qui-Gon, Obi-Wan e Darth Maul, per non parlare del suo ruolo futuro come madre di Luke e Leia. I catalizzatori e le fonti di ispirazione possono anche essere messi in disparte dagli elementi centrali e principali della storia, ma in qualsiasi opera di narrativa è sempre importante ricordare i veri eroi, coloro che faticano per gli altri, incuranti di sé stessi.

Per concludere, vorrei esprimere la mia approvazione per i seguenti film, che di certo guarderò un'altra volta, in ordine di apprezzamento (ed escluderò la saga di Star Wars perché la riguarderò di sicuro): "Alexander Nevsky," "The Turin Horse," "Mahanagar," "Pan's Labyrinth," and "Horror Hotel."

Per altre curiosità cinematografiche, date un'occhiata alla WebTv di Baxter Martin e a Film Annex.

Qui potete vedere "The Bigamist" di Ida Lupino:

Baxter Martin

Articolo originale: http://www.filmannex.com/blogs/patterns-in-film-viewing-women-and-survival/94057

Traduzione dall'inglese a cura di Nadea Translations



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Antonio-NadeaTranslations

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