FabricaEthica

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Comunicare il cambiamento, attraverso un processo di confronto continuo con le questioni legate all’etica sociale delle imprese. Questo l’obiettivo del sito http://www.fabricaethica.it, luogo di studio, di dibattito, di servizio e di informazione nato dall’esperienza e dalle esigenze di Fabrica Ethica, un convegno tenutosi in Toscana nel marzo del 2002 e promosso dalla Regione Toscana e dall’Assessorato alle Attività Produttive diretto da Ambrogio Brenna. Segno di un mutamento profondamente civile, esso si pone un obiettivo estremamente ambizioso: aprire un confronto su nuove basi tra Istituzioni Pubbliche (Regione Toscana) e Imprese, non improntato esclusivamente ai dispositivi tradizionali della regolazione politica.
http://www.fabricaethica.it nasce dunque come progetto per legare informazione, sviluppo e servizio nel quadro di una “sostenibilità” dell’attività produttiva non limitata ai vincoli di tutela ambientale, piuttosto centrata sulle forme di responsabilità nella tutela dei diritti legati alla dimensione sociale dello sviluppo.
Articolato in tre sezioni collegate tra loro, una di servizio, una di taglio teorico ed infine una di presentazione del progetto politico, il sito intende sviluppare un modello di comunicazione dinamica e proteiforme, in grado di soddisfare tutte le esigenze degli operatori, dei ricercatori e degli amministratori pubblici.

LA RESPONSABILITÀ SOCIALE DELLE IMPRESE

L’idea della responsabilità sociale delle imprese (RSI o, secondo l’acronimo anglosassone, CSR, Corporate Social Responsibility) ha cominciato a diffondersi in Europa negli anni ’80, ma solo di recente essa è stata recepita nell’ambito delle normative europee. Il Libro verde “Promuovere un quadro europeo per la responsabilità sociale delle imprese” (redatto dalla Commissione europea nel luglio 2001) definisce la responsabilità sociale come "l’integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate". Essere "socialmente responsabili" significa perciò non solo soddisfare gli obblighi giuridici applicabili, ma andare oltre: per evidenziare la propria gestione responsabile nei confronti della popolazione e dell’ambiente in cui operano, le imprese soddisfano, su base volontaria, le condizioni di tutela imposte tanto da vincoli ambientali quanto dal rispetto di regole sociali e lo fanno nell’esercizio delle loro funzioni, produttive e commerciali, estendendo questa preoccupazione anche a tutti coloro che, identificabili con il termine anglosassone di stakeholders, portano interessi all’impresa stessa, cioè influenzano il suo comportamento o sono influenzati da esso (stakeholders, o interlocutori sociali dell’impresa, saranno dunque i dipendenti, i clienti, i fornitori, i soci, ma anche i concorrenti, la comunità, la Pubblica amministrazione e l’ambiente).

La RSI intende dunque promuovere nuovi parametri nella valutazione della prestazione aziendale, integrando il profilo economico con componenti ambientali e sociali: ed è in questo frangente che l’esercizio dell’attività economica incontra la riflessione dell’etica, disciplina veterana nella descrizione e prescrizione di regole per la convivenza sociale.

Con la tempestiva stesura di un Commento al Libro Verde la Regione Toscana ha inteso avviare – prima fra tutte le amministrazioni europee – un processo virtuoso di cooperazione con la realtà produttiva locale e con il territorio in cui essa si colloca Esito finale di tale iniziativa è stata la promozione della certificazione di responsabilità sociale SA 8000 (unico standard internazionale di certificazione rilasciato da terzi).