IL SANTO NIENTE: IL NAUFRAGAR M’È DOLCE IN QUESTO “MARE TRANQUILLITATIS” DELL’INDIE-ROCK ITALIANO

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Ormai da qualche anno, dedico la maggior parte dei miei ascolti e acquisti musicali a gruppi e ad artisti britannici, statunitensi, canadesi e australiani (citati in ordine sparso, così non faccio torto a nessuno) e purtroppo solo una piccola fetta agli artisti di casa nostra. Non si tratta di snobismo o di miopia culturale, sono consapevole che in Italia, potenzialmente, ci sarebbero tutti i mezzi per proporre e lanciare artisti nostrani anche su un mercato più vasto, ma purtroppo mi sono fatto l’idea che esista un certo timore per il rischio a proporre il nuovo e il coraggioso. Dunque, meglio andare sul sicuro e puntare quasi esclusivamente sui soliti personaggi noti, che pur avendo un grande futuro alle loro spalle, sono comunque sempre in grado di garantire un buon numero di album venduti e di presenze ai concerti, a prescindere dalla proposta musicale “copia e incolla” da opere precedenti. Per fortuna esistono sempre più case discografiche indipendenti che provano a contrastare questa logica e, grazie soprattutto al “passaparola” degli appassionati sul web e alle recensioni di riviste specializzate, riescono lentamente a produrre degli artisti in grado di ritagliarsi una certa notorietà per meriti artistici e ad uscire dalla nicchia “for fans only”. Proprio in questo modo, mi sono da poco imbattuto nell’opera di un gruppo indie-rock italiano di cui non fingerò di conoscere vita, morte e miracoli da lunga data, perché così non è: Il Santo Niente con “Mare Tranquillitatis” (settembre 2013). Leggendo la biografia del gruppo, apprendo che prima si chiamavano Umberto Palazzo e Il Santo Niente e che si sono formati addirittura nel 1994. Mi sento in colpa per non averli scoperti prima, neanche vagamente di nome, ma proseguendo nella lettura risulta che avrebbero pubblicato soltanto 4 album da studio fino a oggi, tra vicissitudini varie e progetti paralleli di Umberto Palazzo, e allora mi auto-giustifico per la mia lacuna e mi posso rilassare.

Se “Le ragazze italiane”, il singolo e il video scelto per promuovere l’album, è un bel pezzo  classic-rock nella struttura musicale e versi come “Le ragazze italiane non vengono da Venere, ma dal quartiere latino con una Limousine” (riferimento ironico al libro di John Gray) ci mostrano una certa cifra stilistica, la vera forza, bellezza e originalità dell’opera va trovata, a mio parere, da altre parti.

“Un certo tipo di problema” sembra uscita dalla penna di James Ellroy, una storia cruda di malavita raccontata in prima persona, piuttosto parlata che cantata (in linea con la maggior parte delle composizioni dell’album), con chitarra, basso e batteria che creano la giusta tensione del racconto e ti coinvolgono fino alla fine. Anche “Primo Sangue”, il duro confronto tra padre e figlio dopo una notte brava (altro che “Father and Son” di Cat Stevens, qui volano cazzotti veri), ti afferra per mano fin dalla prima strofa e non ti molla fino alla fine: “Aveva ritirato la patente quella mattina, quella notte rubò la macchina del padre”.

Poi, tra questo “Mare Tranquillitatis”, si scorge la perla rara, “Maria Callas”, una di quelle canzoni destinate a durare nel tempo, che ti emozionano a ogni ascolto, che ti scuotono, la “Bocca di Rosa” targata 2013, la canzone dolce e maledetta che avrebbe scritto anche Nick Cave se parlasse italiano, o di cui magari potrebbe farne una cover se qualcuno un giorno gli manderà il testo tradotto in inglese:

“È stata la cattiveria degli estranei che mi ha davvero ferita / Così vanno le cose / Dicono che l’invidia provochi un gran dolore / Grande come quello di un polso che si spezza”.

Il mondo non si è dimenticato di “Maria Callas”, e dopo questa canzone sarà ancora più difficile farlo.

https://www.facebook.com/pages/Santo-Niente/18631899948



About the author

SimoneMoretti

Graduated in Political Science at the University "Cesare Alfieri" of Florence, I worked with Deluxe Digital Studios for over 12 years. I worked in various capacities in the Translation Scheduling Coordination Department, starting as Scheduling Coordinator and rising through the department to Assistant Supervisor. Currently a freelance translator specialized in…

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