Morte e Moda. Controversia sul tentativo di Vogue Italia per affrontare il problema degli abusi domestici.

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Oggi mi sono soffermato su un altro articolo molto interessante. La giornalista di Style.com Katharine K. Zarrella ha commentato il recente servizio fotografico di Vogue Italia, in cui Franca Sozzani tratta - sulla Bibbia italiana della moda - l'argomento degli abusi domestici che hanno come vittima le donne.

Risulta molto difficile capire che la storia tratti di abusi domestici a meno di non leggerlo nelle note; sarebbe più facile pensare che si tratti dell'ennesimo servizio fotografico provocatorio con le sembianze di un "film dell'orrore". Eppure no. Qui è tutto molto più serio (posso solo aggiungere, "sfortunatamente").

Ok, tutti sappiamo che Vogue cerca di essere qualcosa di più di una semplice rivista di moda. Realizzando il potere della propria voce, Vogue affronta molti problemi globali e preoccupazioni del mondo moderno. Sulle sue pagine luccicanti abbiamo visto le storie scioccanti della marea nera che si diffondeva nel Golfo del Messico, di discriminazione, dell'ossessione per la chirurgia plastica e molto altro. Sì, Vogue, puoi e devi parlarci di problemi sociali e ambientali. Ma mostrare crimine e sangue - ecco, questo non funziona. Devo dare ragione a Ms. Zarella, il tentativo di Vogue di comunicare il problema degli abusi domestici, di cui molte donne in tutto il mondo soffrono e a causa del quale arrivano a morire, è infruttuoso.

Pagine di moda ricoperte di sangue? Lo definiresti alla moda? Ok, la gente che lavora nell'industria della moda e ha studiato questa materia sa bene quanto l'argomento "Morte e Moda" sia attraente per il pubblico, quasi quanto "Sesso e Moda". Centinaia di fashion stories e campagne pubblicitarie usano scene appariscenti di nudità e violenta per far scattare la scintilla della controversia, per sollevare discussioni e farsi ricordare.

Sì, è possibile rendere fashion la morte, c'è bellezza in essa. Artisti, scultori e geni di tutti gli altri generi artistici hanno usato il tema della morte attraverso i secoli. Basti pensare al famoso "Death of Tristan and Isolt" di Rogelio de Egusquiza o "The Funeral of Atala" di Girodet. 

Tristan and Isolt (Morte) di Rogelio de Egusquiza, 1910

Vogue stesso ha tentato di affrontare il tema della morte nelle proprie pagine. Ma è impossibile rendere fashion gli abusi sulle donne. Non era questa l'intenzione? Anche se non lo fosse stata, è successo. La regola alla base di qualsiasi servizio fotografico è sempre la stessa - esporre e vendere vestiti. Com'è possibile tentare di vendere un vestito così palesemente, mentre la modella in questione è uccisa dal proprio marito/fidanzato e giace ricoperta di sangue?

Nel caso del racconto fotografico Water and Oil, invece, la regola in questione non sembra altrettanto ovvia. Il problema sociale a cui Vogue ha dato visibilità nel 2010 era all'avanguardia. Non ho avvertito in quell'editoriale quel "bisogno di vendere" di cui sto parlando. Si è trattato di un servizio fotografico davvero ben fatto, che ha aperto gli occhi del pubblico ai problemi ambientali e ha fatto appello alla nostra consapevolezza, per spingerci all'azione.

La storia "Water and Oil", che tratta di giustizia ambientale, Vogue Italy, Agosto 2010

A volte, nel suo tentativo di superare la moda, di infrangere le regole e attirare l'attenzione, Vogue si spinge torppo oltre. Ci sono certi limiti che nessuno dovrebbe attraversare. Gli abusi domestici sono la questione più seria che il magazzino ha cercato di affrontare fino ad ora. Sfortunatamente, il messaggio destinato al lettore si è perso per strada.



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Irene-NadeaTranslations

We are an italian couple, Irene lives in Milan and Antonio in Naples. We are studying foreign languages and that's one of our greatest passions, along with cats and ethnic food. We hope (and work hard!) to bring more and more italian people to Film Annex.

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