RAZZISMO MASCHERATO: DI FOULARD E ODIO IN OCCIDENTE

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Mia moglie è una donna particolarmente socievole. Si fa nuovi amici molto facilmente. Le persone gravitano intorno a lei e lei è in grado di iniziare una conversazione con praticamente chiunque, in qualunque posto, e in genere riesce a piacere al suo interlocutore. È di origini egiziane, ma è nata e cresciuta in America. ha fondato e diretto un centro cooperativo di istruzione a domicilio per le madri a Toronto orientale, mentre studiava per ottenere un master. È intelligente, divertente e contagiosamente piacevole - una donna con idee forti e la volontà e l'energia di metterle in pratica.

Ed indossa un hijab

Sorpresi? Se sì, vergognatevi, ma non sentitevi soli. Ha iniziato a indossarlo quando frequentava il college, ancora prima che io la conoscessi, e interamente di sua decisione. La sua storia ridicolizza praticamente tutti i miti e gli stereotipi riguardanti l'hijab e lei stessa è un caso interessante, che mi ha portato a riflettere.

Spesso, quando rientra, mi racconta di una conversazione fatta con un estraneo piuttosto che un altro.  Queste conversazioni non riguardano l'hijab. Non riguardano l'Islam o i diritti delle donne. Ma incominciano perché lei avverte che qualcuno la sta fissando e decide di iniziare a parlarci. Capisce che si tratta di un'opportunità per correggere i preconcetti di qualcuno riguardo all'Islam e alle donne musulmane. 

Quindi, queste conversazioni che cosa riguardanoUn numero sorprendente riguarda il fatto che l'altro interlocutore desideri più religione nella sua vita - sentendo un vuoto spirituale che desidera colmare, ma che non è ben certo di come riempire, a causa della società così secolare, scientifica e acquisitiva in cui siamo intricati. Cosa potrebbe significare in realtà? È davvero quello che passa nella testa di una persona quando vede un foulard, sotto allo specchietto per le allodole dell'oppressione femminile? Potrebbe darsi che quello che le persone provano davvero sia una specie di ammirazione per questa donna di fronte a loro, che sente così profondamente la sua fede religiosa da essere disponibile a sopportare sguardi, giudizi ed altro ancora? Dopo tutto, Papa Giovanni Paolo II non ha forse detto che ammirava i Musulmani, che interrompono qualsiasi cosa stiano facendo e pregano in qualsiasi luogo - in aeroporto, al centro commerciale o anche nelle strade?

Per quanto mi riguarda, da musulmano bianco e anglosassone, posso dirvi in tutta onestà di non aver mai sperimentanto niente di simile all'islamofobia. Quando dico a un non musulmano di ssere musulmano, percepisco di diventare oggetto della curiosità altrui, ma mai dell'odio. Non intendo suggerire che i miei fratelli musulmani stiano semplicemente immaginando il pregiudizio in cui incorrono nelle nazioni occidentali. Tutto il contrario, non dubito che sia reale. Ciò che intendo dire è che non c'è davvero paura o odio per l'Islam. Di certo sembra che ci sia ed i responsabili potrebbero davvero impegnarsi a credere che questo comporti un odio concreto per l'Islam. Ma le prove dimostrano il contrario.

Credo che non sia altro che l'antico, trito e ritrito razzismo - la paura dell'altro. Ma perchè sia il colpevole che la vittima di questo odio dovrebbero impegnarsi così tanto per convincersi che quello che accade riguarda l'islamofobia e non il razzismo? L'America (ed il suo vicino, il Canada, anche se in misura minore) ha una relazione complicata e dolorosa con il razzismo che risale ai tempi della schiavitù. Nella nostra odierna epoca liberale, il razzismo è diventato il peccato cardinale dell'American way of life. Anche i redneck del sud starebbero sulla difensiva se venissero accusati di razzismo, pur non avendo probabilmente scrupoli riguardo all'islamofobia. Gli europei, invece, sono più onesti riguardo al loro razzismo. Non hanno grandi problemi con l'Islam, finchè rimane nei paesi musulmani. Sono gli immigrati di altre culture - "gli altri" - che creano loro seri problemi. Noi che viviamo nell'America Settentrionale siamo quelli che devono rivestire l'imperatore Razzismo dei nuovi vestiti liberali di "opposizione all'oppressione femminile" o dei nuovi vestiti conservativi di "difendere Dio e la democrazia dalla minaccia islamica". Non chiedo altro che essere l'unico che proclama che il nostro razzismo è "nudo". Onestamente, i foulard delle mie sorelle non sono niente rispetto alle maschere sotto le quali i miei compatrioti nascondono il loro razzismo. 

Spero che nell'esporre questo problema io possa aiutare ad affrontare la questione in modo più diretto, perchè per come stanno le cose al momento, i nostri sforzi di guarigione verranno sempre malle indirizzati. Un fattore che sarà sicuramente utile per migliorare le cose è aumentare i contatti fra i diversi confini culturali - non solo vedere persone diverse per la strada o nei negozi, come è comune in posti simili a quelli in cui vivo, a Toronto, ma il contatto qualitativo che può aprire le menti - come quelli che mia moglie è così esperta ad orchestra. Forse il terreno più fertile per questo tipo di contatto consiste nei blog e nei social media di Film Annex. Con la sua forte presenza globale e soprattutto con le sue forti basi nei paesi musulmani e fra le donne in afghanistan, possiamo costruire davvero una comunicazione senza confini

(Traduzione dall'inglese a cura di Nadea Translations)



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Antonio-NadeaTranslations

We are an italian couple, Irene lives in Milan and Antonio in Naples. We are studying foreign languages and that's one of our greatest passions, along with cats and ethnic food.

We hope (and work hard!) to bring more and more italian people to Film Annex.

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