RECENSIONE CINEMATOGRAFICA: RUSH (2013)

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Se c'è una storia mitologica che mi viene in mente quando penso alla narrazione cinematografica, è quella di Icaro.

Icaro era il figlio del mastro artigiano Dedalo. Entrambi erano intrappolati a Creta e, per scappare, Dedalo aveva creato una sorta di ali fatte di piume e cera, in modo da poter volare via attraverso la finestra. Dato che si tratta di un mito ed è una storia di fantasia, il piano funziona ed i due iniziano a volare; il problema però sorge quando Icaro decide di avvicinarsi al sole e pensa di essere così vicino da poterlo toccare. Dedalo lo avvisa che le ali si sarebbero sciolte e le ali si sarebbero spezzate, ma Icaro non gli dà retta, la cera si scioglie e lui cade dal cielo, morendo. L'ascesa e la caduta, letteralmente.

Molti film e serie televisive hanno trattato questo tipo di storia: Scarface, Breaking Bad, The man who would be king, Indiana Jones and the last crusade... solo per nominarne alcuni. E, ovviamente, uno di questi è Rush, di Ron Howard.

Le corse di Formula 1 non mi interessano particolarmente e non conoscevo la vera storia dietro a Niki Lauda e a James Hunt, i protagonisti di questa storia, quindi ho iniziato a guardare questo film senza un interesse particolare, solo perché si trattava dell'ultimo lavoro di Ron Howard. In realtà il film mi è piaciuto parecchio, la recitazione è buona, il montaggio curato, le gare non sono state realizzate al computer ma girate in modo creativo (anche se alcuni effetti computerizzati non erano granché) ed il copione è valido. 

Mi sono appassionato alla storia, due piloti che combattono per vincere l'uno sull'altro, mentre fra di loro si sviluppa una relazione malata. Il bello e carismatico James Hunt (Chris Hemsworth) contro il molto intelligente ma inpopolare Niki Lauda (Daniel Brühl). Niki si guadagna la propria fama investendo denaro per correre, essendo molto esigente nei confronti del proprio team per migliorare la propria vettura e combattendo per ottenere ciò che vuole, ad ogni costo. Hunt è un donnaiolo, beve, fuma, passa da un party all'altro solo per vivere una vita di successo e piena di falsi amici. Sposa persino una modella.

Ovviamente il film incomincia con una trama molto semplice, ma ciò che mi è davvero piaciuto sono stati i dettagli minori, che spiegavano di più sui personaggi di quanto facessero i loro dialoghi o qualsiasi altra cosa: quando sono sul punto di iniziare a gareggiare, Hunt vomita sempre per il nervoso o per la paura o chiede al suo team che gomme stia usando Niki per usare le stesse, mentre in seguito all'incidente nel quale è coinvolto, Niki chiede di sottoporsi ad una cura molto dolorosa per potersi riprendere al più presto e gareggiare di nuovo (come se quasi gli piacesse il dolore che prova)...etc. Ci sono dozzine di piccoli suggerimenti che gettano nuova luce sui personaggi.

I veri Niki Lauda e James Hunt 

Quindi, per il momento, pollice in su per lo sceneggiatore Peter Morgan! La raffigurazione dei personaggi e della loro rivalità, i sottintesi, la conclusione (anche se non mi piacciono molto i narratori fuori campo)... ben fatto! Mi è anche piaciuto che la prima bozza scritta da lui non includesse alcuna corsa, perché era consapevole che il film era pensato per un piccolo budget (alla fine è costato 30.000.000 dollari)

Un altro grande aspetto positivo del film sono state le scene delle corse. Non sono quelle esagerate e folli di Michael Bay, ma ciò che le rende ben fatte è che le corse SIGNIFICANO DAVVERO qualcosa: conferiscono valore alla storia, perché si può sentire davvero la tensione di entrambi i piloti ed il loro stato d'animo... non includono nemmeno troppa Computer Graphic, cosa che apprezzo molto, se non per dettagli come questo:

Un finto fuoco digitale rovina la scena...

Non mi è piaciuto nemmeno lo stile visuale del film, vicino a un documentario. Telecamera traballante, riprese sfocate, molto impersonali. In molte parti sembra di guardare un film-tv ma, in quel momento, arrivano Ron Howard ed il suo direttore di fotografica a stupirci con delle riprese davvero molto buone (ad esempio, quelle girate dall'interno del casco dei piloti con obbiettivi grandangolari).

Un altro aspetto che ha attirato la mia attenzione è stato come il film eviti di parlare direttamente della vita corrotta di James Hunt per circa 70 minuti. Ne vengono mostrati alcuni dettagli all'inizio e alla fine, ma dato che il personaggio deve essere apprezzato nel corso del film, questo aspetto viene nascosto agli occhi dello spettatore (solo un piccolo commento della moglie lo riporta alla nostra attenzione, quando dice: "so delle altre donne", o qualcosa del genere). Interessante e un po' demagogico, ma comprensibile: c'è poco tempo in un solo film per sviluppare un personaggio così estremizzato e c'è bisogno che piaccia al pubblico, quindi meglio nascondere i dettagli per far funzionare meglio la trama. Credo che se il film fosse stato prodotto come una serie, si sarebbe concentrato maggiormente su questa parte.

Quindi, in generale, la mia valutazione per questo film è un bell'8.

È emozionante, intenso, contiene buoni dialoghi e una buona recitazione, è pieno di dettagli che aggiungono molto alla storia... e, cosa più importante, si possono capire i personaggi e ci si può immedesimare in quello che gli succede.

Per concludere, questa è una storia universale: tutti hanno il proprio James Hunt/Niki Lauda nelle loro vite!

(Traduzione dall'inglese ad opera di Nadea Translations)



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Antonio-NadeaTranslations

We are an italian couple, Irene lives in Milan and Antonio in Naples. We are studying foreign languages and that's one of our greatest passions, along with cats and ethnic food.

We hope (and work hard!) to bring more and more italian people to Film Annex.

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