A favore dell'informazione vera

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Non è facile in nessun paese trovare delle notizie vere, senza fronzoli o senza arricchimenti dettati dalla voglia di vendere; ciò è doppiamente più difficile in un paese al posto 65 nella classifica sulla libertà di stampa nel mondo (rapporto Freedom House). 

Ciò significa che l'informazione italiana è semi-libera, ossia in buona parte manipolata. Quello che sto notando è un incremento di notizie futili, che portano le persone a distrarsi e a non notare problemi ben più gravi. Come se non bastasse, queste notizie secondarie sono anche manipolate per andare il più possibile verso il favore delle persone. 

Un esempio pratico è la crescente ondata di animalisti che sta travolgendo l'Italia da qualche anno a questa parte. Anni fa, iniziai a informarmi su sperimentazione, industria della carne e vegetarianismo. Dopo anni, sono ancora vegetariana, ma ho rivisto bene gli altri due punti. Semplicemente cercando in giornali esteri, in libri sulla materia e chiedendo a studiosi della materia, mi son resa conto che molta della propaganda animalista è falsa e manipolata. Rimasi stupita quando scoprii che tante delle foto che vengono sbandierate per favorire l'animalismo sono prese da contesti differenti da quelli per cui vengono conclamate. Un esempio lampante sono le foto di libri sulla veterinaria sbandierate come prova della presunta atrocità della sperimentazione.

E, mentre il numero di animalisti cresce, la classe politica italiana fa quello che più gli piace. Se qualcuno cerca di informarsi, viene sommerso da paroloni astrusi che cercano di dissuadere dalla comprensione del messaggio (almeno, per quanto riguarda la televisione). Siamo una nazione che affonda ogni giorno a causa della negligenza dei propri capi, ma la classe media si preoccupa ad argomenti futili e spesso manipolati. 

Ho studiato molti anni il genere distopico, e vorrei chiudere citando una comparazione tra Brave New World e 1984 del critico sociale Neil Postman nel suo libro "Amusing Ourselves to Death": 

"What Orwell feared were those who would ban books. What Huxley feared was that there would be no reason to ban a book, for there would be no one who wanted to read one. Orwell feared those who would deprive us of information. Huxley feared those who would give us so much that we would be reduced to passivity and egotism. Orwell feared that the truth would be concealed from us. Huxley feared the truth would be drowned in a sea of irrelevance. Orwell feared we would become a captive culture. Huxley feared we would become a trivial culture, preoccupied with some equivalent of the feelies, the orgy porgy, and the centrifugal bumblepuppy. As Huxley remarked in Brave New World Revisited, the civil libertarians and rationalists who are ever on the alert to oppose tyranny "failed to take into account man's almost infinite appetite for distractions." In 1984, Postman added, people are controlled by inflicting pain. In Brave New World, they are controlled by inflicting pleasure. In short, Orwell feared that what we fear will ruin us. Huxley feared that our desire will ruin us.

 

Articolo originale di Aryma



About the author

ChiaraBartoccioni

I'm an italian girl interested in languages and translations. My passion is photography, but I'm also interested in animals and ecology.

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