Determinazione, Speranza e Gioia: Confessioni di una madre guerriera. Capitolo I: Da martedì a martedì

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Le tre parole più importanti di ogni lingua - dall'albanese allo zulu - sono determinazione, speranza e gioia. Molti potrebbero affermare che anche la parola "amore" meriti di figurare in questa lista, ma mi sento di dire che è proprio l'amore ad essere alla base di queste tre parole. Determinazione, speranza e gioia danno senso all'enigma delle nostre vite. Capirete meglio continuando a leggere questo blog. Vantare anche solamente una di queste tre parole, vuol dire essere fortunati. Poter vantare tutte e tre può essere davvero difficile, ma vale la pena provarci. Come il paroliere Anthony Drewe scrisse nella canzone Anything Can Happen di Mary Poppins, "Se punti alle stelle, avrai solo quelle... Ma se punti al paradiso, troverai anche quelle." 

La maggior parte dei miei blog saranno incentrati su mio figlio autistico, Dusty. Sinceramente, l'autismo è parte integrante della nostra vita. È così da 15 anni, da quando notammo i primi sintomi. Invece, in questo primo, blog vi racconterò di Dylan, il mio primogenito diciottenne. Martedì, 11 settembre 2001, lasciavo il piccolo Dylan - aveva 5 anni - davanti all'asilo della Trevor Day School di Manhattan, per il suo primo giorno di scuola. Dopo pochi minuti il primo dei due aerei si sarebbe schiantato contro le torri gemelle. Un evento che ha segnato la storia della nostra nazione - e del mondo intero. Dopo quel giorno, non siamo più stati gli stessi.

Martedì, 17 giugno 2014, Dylan si è diplomato alla Trevor Day School. E presto sarà guardiamarina alla United States Naval Academy, imbarcandosi in un viaggio che, come lui stesso afferma, è "più grande di lui".

Non so se quel tragico martedì del 2001 abbia avuto un ruolo in questa sua decisione, so solo che Dylan ha trovato il suo "scopo" impegnandosi per il bene comune. Dylan ha sempre dimostrato un grande attaccamento ed impegno verso suo fratello, proteggendolo e aiutandolo a navigare in quella che deve essere un'esistenza impegnativa (possiamo solo immaginarlo, Dusty non può dirci cosa voglia dire, per lui, vivere ogni giorno). Quando aveva 8 anni, gli chiesi cosa avrebbe fatto se avessimo vinto alla lotteria. Mi rispose, senza pensarci due volte "Comprare un cervello nuovo a Dusty." E una notte, quando era piccolo, subito dopo averlo messo a letto, tornò da noi piangendo. "Non posso farcela, non posso farcela." "Cosa non puoi fare, Dylan?" Non sarò in grado di prendermi cura di Dusty quando voi due non ci sarete più." Aveva 9 anni. Capì molto presto che un giorno sarebbe dovuto diventare molto di più che un semplice fratello maggiore per Dusty, ma il suo guardiano, il suo mentore, il suo amico, la sua guardia del corpo, il suo protettore. Dylan ha deciso di mettere la propria vita al servizio della nazione, non solo di suo fratello. Non c'è determinazione più grande.

 

 

Articolo originale: http://www.filmannex.com/blogs/purpose-hope-joy-confessions-of-an-autism-warrior-mom-chapter-1-from-tuesday-to-tuesday/246300/

Traduzione dall'inglese a cura di Nadea Translations.

 

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