Determinazione, speranza e gioia: confessioni di una madre guerriera. Capitolo 2: è il viaggio, non la destinazione

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#SPERANZA.  Sono nata cone due difetti cardiaci congeniti, il più grave dei quali era un buco fra il mio ventricolo destro e quello sinistro. Sono stata operata presso la Mayo Clinic nel 1963 da un famoso chirurgo, il dottor James Kirkland. A quei tempi i dottori avevano detto ai miei genitori che non avrei mai potuto svolgere attività atletiche per tutta la vita, per paura di affaticare troppo il mio cuore: in particolar modo, non avrei mai potuto correre. Ed io non l'ho fatto. Ho deciso, invece, di cavalcare.

Tutto è cambiato da quando il mio futuro marito, Mike, è entrato nella mia vita. Mi ha fatto appassionare alla palestra e allo sport del Triathlon. Ho partecipato ad oltre 30 triathlon, fra cui diverse distanze olimpiche (1.5K nuoto, 40K bici, 10K corsa).

Di questi tre sport, la corsa rappresentava la sfida maggiore, forse perché mi ero sentita dire di continuo, mentre crescevo, "non potrai mai correre". Ma nulla è impossibile. Nel 2009 mi sono posta l'obiettivo di correre la mia prima maratona quando avrei compiuto 50 anni. Invece di danneggiarmi, correre ha sortito l'effetto opposto. Mi ha fatto sentire meglio. Mi ha fatto sentire più felice. Mi ha permesso di fare i conti con lo stress e la follia di crescere un figlio gravemente autistico e di gestire la mia attività. Nel novembre del 2010 ho portato a termine la Maratona di New York. È stato uno dei giorni più felici della mia vita. L'impossibile non esiste.

Più o meno in quel periodo abbiamo stretto rapporti con la Achilles International. Fondata nel 1983, Achilles offre agli atleti disabili una comunità di sostegno. Volontari normodotati e corridori portatori di disabilità si recano insieme, in treno, in uno speciale ambiente comunitario di sostegno. Volevo che Dusty potesse sperimentare tutta l'energia positiva - fisica, mentale e spirituale - che la corsa produce. All'inizio abbiamo iniziato con le fun run dei ragazzi di Achilles, con i giochi a tema al coperto e le staffette. Presto siamo diventati abbastanza esperti da correre all'aperto, lungo le ippovie di Central Park. Abbiamo iniziato il nostro addestramento con una fantastica guida di Achilles, Paula Sen, che è diventata a tutti gli effetti parte della nostra famiglia.

All'inizio era impegnativo portare Dusty nelle ippovie la domenica mattina. Un ragazzo adolescente preferirebbe di gran lunga dormire. E anche se continuava a urlare "Voglio tornare a lettooooo" durante l'allenamento, ha continuato. Con un sorriso sul volto. Doveva piacergli per forza, o altrimenti - fidatevi - non si sarebbe fatto spingere, tirare, blandire e corrompere (gli piacciono proprio le miniature della Hershey) ogni settimana. La nostra prima corsa è stata la 5 mile Hope & Possibility del 2012, una corsa annuale di beneficenza in favore di Achilles. Al secondo miglio ha provato ad andarsene a casa. Al quarto miglio si è seduto a West Drive. Ma non ci siamo ritirati. Non ci ritiriamo mai. Ha portato a termine la corsa - insieme a tutti noi. 1 ora e 32 minuti. Abbiamo resistito. È diventato abbastanza esperto da correre in strada e non più lungo la ippovia. Il percorso di quattro miglia lungo Cat Hill (che lui ha rinominato O'Malley Hill, dal nome del gatto degli Aristogatti). Il percorso di sei miglia dalle lunghe colline estenuanti (c'è un motivo per cui le chiamano "Great Hill"). La Fifht Avenue Mile, con il tifo degli atleti olimpici.

 

La prima volta che ho corso Hope & Possibility, nel 2008, mentre io faticavo lungo i sentieri di Cat (okay, O'Malley) Hill, un doppio amputato mi ha superato, viaggiando alla velocità della luce. È bastato questo. Era tutto ciò di cui avevo bisogno per capire che basta avere motivazione. Bisogna avere degli obiettivi. Bisogna avere la speranza. È per questo che facciamo tutto ciò. È per questo che continuiamo. Il 29 giugno 2014 Dusty ha corso la sua terza Hope & Possibility con il sostegno del Team Sweeney. Ci ha messo 20 minuti meno rispetto all'anno precedente e ha finito in 1:03:36.

Non ci sono dubbi sul fatto che correre abbia giocato un ruolo significativo nei progressi che abbiamo potuto notare, negli scorsi due anni, nel comportamento di Dusty e nel suo stato psicologico complessivo. È più calmo. Più coinvolto. E soprattutto, è più felice. E noi ne siamo grati. E, per questo motivo, abbiamo speranza.

 



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Irene-NadeaTranslations

We are an italian couple, Irene lives in Milan and Antonio in Naples. We are studying foreign languages and that's one of our greatest passions, along with cats and ethnic food. We hope (and work hard!) to bring more and more italian people to Film Annex.

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