EDUCAZIONE SOSTENIBILE PER UN FUTURO MIGLIORE IN BURMA

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Prima o poi, chiunque sia interessato alla cultura e alla storia dell'Asia Meridionale si imbatterà nella seguente domanda: si dice Birmania o Myanmar? Coloro che hanno governato questo paese a partire dai primi anni 60 vorrebbero far credere che la parola birmana "Myanmar" sia stata scelta per includere tutte le diverse minoranze etniche del paese. La maggior parte di queste minoranze, tuttavia, respinge la parola birmana perchè 1) non parlano birmano e 2) non gradiscono l'essere identificati con un nome che non riconosce concretamente il loro ruolo nell'arricchimento della cultura del paese. Preferiscono in realtà la parola inglese "Birmania", perchè nel corso degli anni si sono abituati molto di più a questo nome che a "Myanmar".

Dopo l'apertura della Birmania alla comunità internazionale, autobus carichi di turisti hanno iniziato a riversarsi nelle principali attrazioni di questo bel paese. Io ho visitato la Birmania prima che il governo militare decidesse - dopo 50 anni di repressione brutale - di allentare la presa sulla popolazione ed, in un certo senso, sono felice di averlo fatto. Ho potuto vedere con i miei occhi la curiosità e la spontaneità della gente che non aveva molto da offrire, ma cercava di fare il proprio meglio per mostrare ospitalità e generosità e mi sento fortunato ad aver passato del tempo con loro, prima che questo posto potesse diventare un'altra pacchiana Thailandia.

C'è stato un periodo in cui la popolazione birmana è stata repressa senza pietà da un regime autoritario. Nonostante non mi fosse permesso di viaggiare in parti specifiche del paese - dove i prigionieri politici venivano rinchiusi all'interno di campi di lavoro - ho potuto farmi un'idea di quello che stava accadendo. Ogni volta che toccavo un argomento politico, gli abitanti del luogo cambiavano argomento, temendo che io avrei potuto inconsciamente svelare le loro confessioni alle persone sbagliate. "Ci sono troppe orecchie intorno a noi", mi è stato detto una volta, in riferimento all'alta probabilità che la nostra conversazione potesse essere origliata da spie del governo. Ciò avrebbe garantito l'arresto immediato del colpevole. Fino ad un paio di anni fa, la Birmania non era uno scherzo. Una frase sbagliata nel momento sbagliato alla persona sbagliata era sufficiente per far sì che la persona coinvolta venisse immediatamente arrestata, torturata, anche uccisa.

Nel 1990 il governo militare ha inspiegabilmente indetto delle libere elezioni, le prime in 30 anni. La Lega Nazionale per la Democrazia (NLD - National League for Democracy) -  guidata da Aung San Suu Kyi - ha vinto le elezioni, ma non le è stato permesso di governare il paese. Al contrario, Aung San Suu Kyi è stata costretta agli arresti domiciliari per la maggior parte degli ultimi 21 anni. Nel 2012, Aung San Suu Kyi ha visto finalmente una distensione della politica repressiva del governo militare e le è stato concesso di partecipare alle elezioni straordinarie in Birmania. Alla fine ha vinto un seggio in parlamento ed è diventata la leader dell'opposizione nella camera bassa. 

Prima degli ultimi sviluppi politici birmani, questo paese non era esattamente il posto più liberale della terra e la libertà di parola e stampa erano soltanto dei concetti astratti. Per 50 anni la popolazione birmana ha subito una delle più brutali repressioni nella storia dell'umanità, che ha visto violare regolarmente diritti umani basilari. Si calcola che circa mezzo milione di persone abbia perso la vita sotto la "leadership" del governo militare e che la maggior parte dei morti appartenga alle molte minoranze etniche che vivono nei confini di questo paese. Alcune aree isolate della nazione hanno subito un'eliminazione sistematica delle tribù minoritarie, molto più simile ad un genocidio calcolato che ad una disputa fra regime e comunità satellite. Questo è uno dei motivi per cui anche Aung San Suu Kyi sta incontrando delle difficoltà nei suoi sforzi per mantenere l'ordine nel paese; un'altra ragione è anche il recente conflitto fra minoranze buddiste e musulmane all'interno del paese

Nel corso degli ultimi due anni, sono state messe in atto molte riforme a vantaggio della popolazione birmana, fra cui un'economia più aperta, maggiore libertà (soprattutto per i bambini soldato) ed il rilascio di centinaia di prigionieri politici. Tuttavia quelle comunità etniche che hanno subito una discriminazione incondizionata per mezzo secolo non si sentono incluse in questo processo e richiedono l'attenzione ed il supporto che meritano. Preferirebbero di gran lunga separarsi dalla Birmania - della quale non si sono mai sentiti parte - piuttosto che dover obbedire ad una legislazione creata soprattutto a vantaggio del gruppo etnico Bamar, che costituisce il 68% della popolazione. Nonostante io non giustifichi le azioni violente dei separatisti, non posso criticarli. 

La riconciliazione di tutte le etnie diverse presenti in Birmania - circa 135 - è un obiettivo difficile da raggiungere, ma non impossibile. Secondo la mia modesta opinione, tutto inizia con l'educazione e può essere portato avanti grazie ad una volontà comune di sviluppare e condurre questa nazione verso un futuro migliore. La pace può essere ottenuta soltanto con un miglioramento delle condizioni di vita di tutte le persone che abitano la Birmania, inclusi coloro che vivono molto lontano e non parlano nemmeno birmano. L'educazione rappresenta la spina dorsale di ogni progresso umano ed i capi della nazione devono capire che, per raggiungere una sospensione costruttiva di tutte le ostilità, c'è bisogno di allocare sforzi e fondi significativi a vantaggio del sistema educativo birmano. Un sistema scolastico efficiente che riesce a raggiungere tutti gli angoli del paese è in grande ritardo sui tempi e l'alfabetizzazione digitale può velocizzare questo processo accorciando le distanze - culturali e concrete - fra i diversi gruppi etnici che non hanno molto in comune. C'è bisogno di una strategia per unire la Birmania e la sua gente ed io penso che costruire un'educazione sostenibile per le sue generazioni più giovani sia il miglior investimento che la Birmania possa fare al momento. 

Si pensi a quello che sta accadendo in Afghanistan. Film Annex ha costruito classi internet in 10 scuole ad Herat, la terza città più grande dell'Afghanistan. L'investimento che Film Annex sta compiendo non consiste soltanto nel permettere a decine di migliaia di ragazzi e ragazze afgane di connettersi al ciberspazio, ma anche nell'insegnare loro come diventare imprenditori in un paese dove il tasso di disoccupazione è soffocante. Il modello di Film Annex è un esempio perfetto di un'educazione sostenibile che si alimenta da sé costantemente ed i cui beneficiari, un giorno, potranno a loro volta portare vantaggio alla comunità. Attraverso l'implementazione dell'alfabetizzazione digitale e l'utilizzo di strategie di social network, alcuni uomini e donne afgane possono ora guadagnare in 30 giorni quello che un afgano medio guadagna in 6 mesi ed il loro numero è in continuo aumento. Stanno costruendo relazioni professionali con persone da tutto il mondo e, nel farlo, stanno guadagnando denaro tramtie Internet. Capiscono che scrivendo blog possono diventare indipendenti economicamente e che condividere sui social network può aprire loro porte che pensavano sarebbero rimaste chiuse. Con il supporto di Film Annex, hanno imparato come sfruttare le proprie strategie dei social network e stanno preparando la strada ad altri, che li seguiranno. È un effetto domino che si alimenta da sé e potrebbe venire implementato anche in Birmania, se solo il governo lo rendesse possibile. Si tratta della nuova era dell'apprendimento digitale e posso solo sperare che la Birmania ne trarrà vantaggio, per il bene della sua gente.

Giacomo Cresti 

Senior Editor Annex Press

Film Annex

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